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Paesaggi d'Acqua

Luci e Riflessi nella Pittura Veneziana dell'Ottocento

Il Museo Nazionale di Villa Pisani ha ospitato dal 20 maggio al 1 novembre 2011 la mostra Paesaggi d'Acqua. Luci e riflessi nella pittura veneziana dell'Ottocento, promossa dalla Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici per le Province di Venezia, Belluno, Padova e Treviso e organizzata da Munus in collaborazione con Mosaico e curata da Myriam Zerbi e Isabella Reale.

L’acqua attraverso gli occhi e le pennellate dei pittori paesisti dell’ottocento: settanta opere per ripercorrere il lavoro di autori che tra rii, canali, isole e barene veneziane hanno fissato lo sguardo e concentrato il loro lavoro.
La mostra, chiamata a dialogare con le opere contemporanee di Oliviero Rainaldi, disseminate nel parco della Villa, facenti parte della mostra Tutto scorre, che pure ha nell’acqua il tema centrale e filo conduttore, è stata ospitata al piano nobile del Museo Nazionale di Villa Pisani a Stra (Venezia). Un suggestivo dialogo tra antico e contemporaneo.

La mostra ha presentato una significativa selezione di circa settanta dipinti che ripercorre l’evoluzione del paesaggio proponendo luoghi e punti di vista che ispirarono diverse generazioni di pittori paesisti, da Caffi a Bresolin a Nono, Fragiacomo, Borsato, passando per Gino Rossi, Emma Ciardi, Rotta e Marinoni solo per citarne alcuni. Una produzione, alimentata dalla grande tradizione pittorica veneta e dal confronto con le nuove scuole paesistiche europee, che attende ancora una adeguata valorizzazione. La mostra ha allineato capolavori provenienti da collezioni private e pubbliche, in particolare dalle principali raccolte d’arte moderna del triveneto, conservate nei Musei di Bassano, Gorizia, Padova, Treviso, Trieste e Udine, alcuni dei quali inediti, in un’ottica di confronto e di ricerca dell’eccellenza nella trattazione del tema.
L’esposizione è stata un’occasione unica per ammirare capolavori di grandi artisti che hanno indagato dal vero le mutevoli luci dell’alto Adriatico, dipingendo tra le lagune, guardando Venezia nel suo contesto di rii e canali, scoprendo le sue isole, da Chioggia a Burano e abitate da vere colonie di artisti. Artisti che, seguendo lo scorrere dell’acqua, hanno sistemato il loro cavalletto davanti al golfo di Trieste, lungo la costa istriana, arrampicandosi rincorrendo le correnti dei ruscelli alpini, fino alle sponde dei laghi pedemontani e le propaggini dei ghiacciai.
Nelle opere esposte si è intravisto un percorso che inizia con l’onda lunga del vedutismo settecentesco venato progressivamente da una sensibilità romantica nella ricerca di effetti di luce e di atmosfera. Ha proseguito sulla spinta delle poetiche del vero che verso la metà dell’Ottocento si riflettono nei programmi di studio dell’Accademia di Belle Arti di Venezia. E incrocia poi un più intimo e personale rapporto con la natura fino alle più visionarie tendenze simboliste e alla sperimentazione del colore diviso.
Il tema dominate — come si diceva — è quello dell’acqua nel rapporto con l’immagine di una Venezia che vive il profondo mutamento storico, sociale ed economico della caduta della Repubblica alla fine del Settecento. Un confronto che ha affascinato più generazioni di artisti anche nell’Ottocento, a partire dall’estro capriccioso di Bison, dal vedutismo e dalle ricerche scenografiche di Borsato, Grubacs, Moja; dalle ricerche ottiche e atmosferiche di Caffi, dalle aperte panoramiche di Luigi Querena. Ma anche dall’esempio e dagli insegnamenti di Domenico Bresolin e del suo più dotato allievo all’Accademia veneziana, Guglielmo Ciardi, che reinventa la stessa immagine di Venezia nel più ampio contesto lagunare, fino alle elegie pittoriche di Pietro Fragiacomo. Un viaggio tra segni e colori che non dimentica l’apporto di artisti “foresti” che a Venezia hanno a lungo vissuto e operato, come Federico Nerly.
Una delle cifre caratterizzanti dell’esposizione è stato l’impulso realista che ha spinto gli artisti a fissare sulla tela gli effetti della luce specchiata sulla laguna o posata sui paesaggi di terraferma tra fonti, laghi e corsi d’acqua. Realismo che si ritrova anche nei lavori di Rotta, Tito, Milesi o Nono, più interessati alla presenza umana e in particolare alla vita popolare, alla rappresentazione della vita quotidiana di pescatori e gondolieri, dei traffici mercantili, dello svago e del lavoro.
Paesaggi d’acqua. Luci e riflessi nella pittura veneziana dell’Ottocento si integra nel duplice filone espositivo avviato a Villa Pisani. Quello dell’esplorazione della pittura veneta tra Ottocento e primo Novecento caratterizzato nel 2009 da Emma Ciardi 1879-1933. Impressionismo Veneziano, la mostra personale dedicata alla pittrice Emma Ciardi; nel 2010 da Ottocento Veneziano - Veneziano Contemporaneo, visitata da più di centomila persone, che ha messo a confronto le opere di grandi rappresentanti dell’Ottocento veneziano formatisi all’Accademia di Belle Arti di Venezia con le installazioni di giovani e affermati artisti contemporanei, anch’essi “usciti” dall’Accademia veneziana.

Periodo Mostra

28 maggio - 1 novembre 2011

Sede

Museo Nazionale di Villa Pisani
Via Doge Pisani, 7 - 30039 Stra (Venezia)

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